giovedì 29 ottobre 2009

BADAJOZ


Quado vivi o vieni in posti come questo, ti sorgono subito un mucchio di domande...
 Perchè nonostante sia a 4 chilomentri dal portogallo, nessuno parla portoghese, o perchè quando qualcuno parla portoghese è come e fosse un rumeno in mezzo ai mori?
Capisci quanto in fondo le frontiere non siano righe tracciate su una cartina.
Sono valli di Adriano, fosse delle Marianne piene di secoli e secoli di storia che non si possono cancellare con una nuova data o una globalizzazione. (E' un po' come noi piemontesi con i francesi).
Badajoz è una città di frontiera.



Una città militare,austera senza particolari ruderi "fantamagnifici" da visitare, senza particolari costruzioni futuristiche o semplicemente particolari costruzioni.
E' una buona città, c'è della buona gente. 

Impari che non è avere un mucchio di cose che ti serve ad essere felice, qui impari che sono le piccole cose, i dettagli che ti servono a migliorare la giornata anche se tutto il resto attorno a te non è fantasmagorico.
Si impara a riprendersi  tempo per se stessi, a non andare di fretta, a prendersi e godersi una birra anche da soli se no meglio, in compagnia.
Impari che uscire di casa, fare quattro passi, raggiunger il ponte che sembra un faro enorme di una nave, soltanto per vedere il cielo cambiare di sfumature durante il ramonto verso il Portogallo, non è da pazzi.
E' godersi le piccole gioie della giornata.
-Francesca Crivello-

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